November 20th, 2008 by claudia

Si tratta di un complesso montagnoso, facente parte di un vastissimo affioramento che si protrae per la lunghezza tutta della Sardegna e che raggiunge addirittura la Corsica. La zona del Sarrabus, quella di nostro interesse, è sfiorata solo marginalmente dal complesso granitico. Sono presenti infatti nella località, oltre la dura pietra, anche affioramenti di scisti, risalenti niente meno che al silurico

La nota che sorprende di più è forse la presenza, in un contesto caratterizzato da una forte aridità, di fonti d’acqua che si presentano mai in eccessiva portata. Numerose sono infatti le sorgenti presenti in zona. Mentre resta davvero poco dell’antica foresta, quasi totalmente distrutta a causa di un utilizzo improprio da parte dell’uomo. Agli esordi della seconda guerra mondiale il bosco venne deturpato per motivazioni belliche, e i residui di foresta d’appartenenza del demanio dello stato vennero interessati dal taglio intorno al 1950 ad opera di ditte private ed appaltatrici per la produzione del prezioso carbone e della legna da ardere. Non dimentichiamo che l’avvento della meccanizzazione incentivò, con l’apertura di strade, il taglio delle piante, mentre la piaga degli incendi si faceva ombra sempre più inquietante, ancora oggi non allontanata. Odiernamente alcune zone, sotto il controllo dell’uomo sono destinate a riprendere il proprio verdeggiante aspetto originario. La presenza della Ex Colonia Penale ha segnato anche il territorio in questione. Sono presenti, oramai sempre più radi, gli antichi dislocamenti, ed inoltre una fittissima rete di sentieri con ogni probabilità usati dai detenuti e carcerieri per ogni spostamento. Molti di questi si inoltrano nel fitto del bosco, e non essendo tracciati è sempre consigliabile, per gli escursionisti, la presenza di un esperto del territorio, perché la perdita dell’orientamento è cosa assolutamente possibile. Il 9 Giugno 1999 con una legge regionale, l’azienda demaniale della regione Sardegna viene soppressa e viene istituito l’Ente foreste della Sardegna.

Claudia Zedda

November 18th, 2008 by claudia

Quello di Castiadas è un territorio entro il quale storicamente confluiscono diversi corsi d’acqua. Ricordiamo il Rio Zarpixedda, il Rio Corrè Pruna, il Rio Buddui, il Rio Frumini Cerau e il Rio S’Acqua Callenti. Sono tutti fiumi che nascono ai piedi dei monti e delle foreste del Minni Minni. La piena di questi fiumi non è quasi mai eccessiva, ed il loro percorso è spesso movimentato da salti improvvisi e cascatelle, garantite dal terreno granitico della zona. Non sono pochi i sardi che prelevano acqua direttamente dalle sorgenti, votandosi ad un vivere più salubre.

 Le sorgenti di facile accesso sono quella di Sa Mitza de sa Teula. Si trova in località Sarmentus e l’accesso è garantito dalla vecchia strada che collegava San Petro con Minni Minni. Non meno interessante la sorgente di Su Stauli Mannu. Localizzata nella zona centrale accessibile dalla strada situata al lato est della vecchia ex colonia penale. Per raggiungere la fonte d’acqua è necessario percorrere una vecchia mulattiera che fu creata appositamente dai carcerati. Interessante ricordare che la sorgente in questione veniva utilizzata dalla stessa Colonia. Di fascino la sorgente S’Acqua Callenti. E’ situata nella zona omonima e la si può raggiungere attraverso la strada comunale che dà poi l’accesso ad una via d’appartenenza al Demanio Forestale. Forse la più frequentata non solo dagli abitanti del luogo, ma certo anche dai turisti, che oltre rifornirsi d’acque eccellenti potranno perdersi per qualche ora in una selvaggia e verdeggiante natura. Infine la sorgente Buddui. Collocata nella località che si trova fra Buddui e Annunziata, è raggiungibile tramite l’attraversamento della strada comunale che collega Olia Speciosa con l’Annunziata. Si prevede a breve di creare un percorso che consentirà un più facile accesso alla fonte.

Claudia Zedda

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